Roland Garros: chi è Tabur, il primo ostacolo per Sinner. Tanta gavetta, è in tabellone… grazie a Musetti
Per arrivare a Jannik Sinner, Clement Tabur non ha preso l’autostrada dei predestinati. Ha fatto la strada più lunga, quella che passa dagli ITF, dai Challenger, dalle qualificazioni sapute all’ultimo minuto, dalle finali perse e dalle classifiche da ricostruire una settimana alla volta. A 26 anni, con un best ranking appena ritoccato al numero 165 ATP, il francese si ritrova ora davanti alla partita più importante della sua carriera: il primo turno del Roland Garros con il numero 1 del mondo. Una partita che Tabur, fino a pochi giorni fa, non era nemmeno certo di poter giocare. Il suo Roland Garros sembrava destinato a cominciare dalle qualificazioni, poi il tabellone si è mosso per effetto del forfait di Lorenzo Musetti, fermato dal problema alla coscia. L’assenza dell’azzurro ha permesso a Stan Wawrinka di entrare direttamente nel main draw: lo svizzero, inizialmente, aveva ricevuto una wild card dagli organizzatori, ma non ne aveva più bisogno una volta promosso in tabellone. Così quella wild card è stata riassegnata e la Federazione francese ha scelto Tabur. Una porta laterale, certo, ma pur sempre una porta spalancata sul campo più grande della sua vita: Parigi, lo Slam di casa, e dall’altra parte della rete Jannik Sinner. Da Reims al titolo junior con Gaston Tabur è nato a Reims il 24 gennaio 2000, ma è cresciuto a Saint-Lambert-la-Potherie, piccolo comune nei pressi di Angers. È lì che ha scoperto il tennis, iniziando a giocare a cinque anni nel circolo che aveva visto crescere Nicolas Mahut, suo idolo da bambino anche per quella vicinanza geografica e sentimentale. Da junior il talento non mancava: il francese è arrivato fino al numero 10 del ranking mondiale e nel 2018 ha vissuto il suo momento più alto in doppio, accanto al connazionale Hugo Gaston. I due vinsero l’Australian Open junior battendo in finale i tedeschi Rudolf Molleker e Henry Squire con un doppio 6-2. Nove mesi più tardi, ai Giochi Olimpici giovanili di Buenos Aires, conquistarono anche la medaglia di bronzo superando nella finale per il terzo posto i cechi Dalibor Svrcina e Ondrej Styler. Risultati importanti, da promessa vera, anche se poi il passaggio tra i professionisti non ha seguito la linea retta che spesso si immagina guardando soltanto i palmarès giovanili. Una vita tra ITF, Challenger e occasioni inseguite La crescita di Tabur nel circuito maggiore, infatti, è stata tutto fuorché rapida. Il primo titolo in singolare è arrivato nel febbraio 2021, all’ITF M25 di Naples, in Florida. La vera accelerazione, però, è del 2023, quando il francese ha conquistato sei titoli ITF M25, due dei quali in Italia, a Padova e Lesa, in provincia di Novara. Sempre in Italia, a Todi, ha raggiunto la prima finale Challenger della carriera, persa in tre set contro Luciano Darderi. Per il primo titolo Challenger ha dovuto aspettare fino allo scorso aprile, quando sulla terra rossa di Tallahassee, negli Stati Uniti, ha battuto in finale il brasiliano Joao Lucas Reis da Silva, costretto poi al ritiro per infortunio. In totale, il suo bilancio parla di un titolo Challenger, undici titoli ITF e diciannove finali complessive disputate. Numeri che raccontano bene il territorio in cui Tabur ha costruito la propria classifica: non quello dei grandi stadi, ma quello più ruvido e meno televisivo della gavetta. La sua svolta nel circuito ATP è arrivata lo scorso novembre a Metz, quasi per caso. Appena rientrato da un infortunio al polso, Tabur stava prenotando una vacanza con la fidanzata quando ha scoperto all’ultimo momento di essere entrato nelle qualificazioni del Moselle Open. Il viaggio è stato rimandato e quella settimana è diventata la migliore della sua carriera: qualificazioni superate, primi successi ATP, prima vittoria con un top 100, Aleksandar Kovacevic, allora numero 62 del mondo, e quarti di finale. Parigi, Sinner e la partita dei riflettori Il 2026 ha confermato la crescita. Tabur ha giocato quasi esclusivamente Challenger, ma con il titolo di Tallahassee ha raggiunto il best ranking di numero 165 ATP e un bilancio stagionale di 21 vittorie e 13 sconfitte. Nel circuito maggiore ha tentato le qualificazioni agli Australian Open e agli ATP 250 di Montpellier e Houston senza riuscire a entrare nel tabellone principale, obiettivo centrato invece a Ginevra, dove ha battuto lo svizzero Marc-Andrea Huesler e l’italiano Raul Brancaccio prima di arrendersi soltanto al terzo set ad Alexei Popyrin dopo oltre tre ore di battaglia. Con gli italiani, del resto, Tabur ha incrociato spesso la racchetta nei circuiti minori: il bilancio è di 28 vittorie e 17 sconfitte tra Challenger e ITF. Con Sinner, naturalmente, non ci sono precedenti. E non potrebbe quasi essere altrimenti: per il francese sarà la prima partita in carriera contro un top 50, ed è difficile immaginare un salto più brusco di quello che porta direttamente al numero 1 del mondo. Tabur un anno fa al Roland Garros era riuscito a qualificarsi per il main draw prima di perdere al primo turno con Corentin Moutet; domani, però, sarà tutto diverso, perché diverso, diversissimo, è il contesto. Da una parte Sinner, il favorito, il numero 1, l’uomo che a Parigi arriva per inseguire il titolo che ancora manca alla sua collezione Slam e dall’altra Tabur, il giocatore entrato da una porta laterale e finito improvvisamente sul palcoscenico più grande. Per uno l’inizio della missione Roland Garros, definita anche “Terra promessa”, per il francese, comunque vada, il giorno in cui tutta la strada fatta sui campi dei circuiti minori passerà per qualche ora dal centro del mondo. Con i riflettori puntati e il rischio di farsi abbagliare. ...